KALANAG
(Germany)

Il "David Copperfield del Dopoguerra" nasce a Backnang, in Germania, il 23 gennaio del 1903.

All'età di sette anni,Helmut Ewald Schreiber, costretto a letto da una seria malattia, riceve in regalo il suo primo libro sui giochi di prestigio:lo legge e lo rilegge finché non assimila completamente alcuni effetti e durante le vacanze scolastiche, mentre i suoi compagni si divertono giocando, si allena duramente davanti ad un grande specchio posto nella camera da letto della madre dopo aver acquistato con i soldi della piccola paga genitoriale un minimo equipaggiamento magico.

E' l'illusionista Ernest Thorn, presente in città con il suo spettacolo,che dopo aver trascorso alcune ore con il giovane,convince il padre dello stesso, contrario all'hobby del figlio,delle capacità di Helmut.

Il ragazzo continua a dedicarsi alla prestigiazione e vive la stessa come un passatempo, anche se per lui rilevante, più che una vera e propria attività.

Ancora studente in filosofia, è uno dei soci fondatori del Magischer Zirkel di Monaco che viene ufficializzato il 7 ottobre del 1921 e in seguito dell'Ortszirkel Zauberring München, la rivista dello stesso circolo, Magie, viene notevolmente ampliata ed affinata sotto la sua direzione.

Dopo la laurea la sua occupazione principale, ben remunerata, diventa la sceneggiatura e la produzione cinematografica.

La scelta del nome d'arte di Kalanag fa parte dell'aneddotica dello stesso illusionista. Una cronaca del 1955 riporta che lo stesso viene assoldato dalla Croce Rossa per intrattenere i soldati feriti presso un ospedale militare:al momento di scrivere il nome del performer ingaggiato, sulla locandina dello spettacolo, gli organizzatori non lo ricordano più, viene loro in aiuto un paziente che ha da poco letto Das Dschungel Buch (Il libro della giungla) di Rudyard Kipling,che propone "Kalanag,der schwarz Schlange" (Kaalaa Naag in punjabi significa cobra nero, Kipling utilizza tale espressione indiana per dare un nome a un animale nel suo testo).La buona riuscita della dimostrazione induce Helmut a rimanere fedele a tale pseudonimo.
Ed è come Kalanag che subito dopo la Seconda Guerra Mondiale,nel 1947,mettendo a frutto anche la sua esperienza di produttore, "emerge" inaspettato in qualità di professionista dell'illusione con un grandioso spettacolo magico (oltre 40 persone e tonnellate di materiale):notevole modello di varietà, del secondo dopoguerra, non anglosassone.Si favoleggia (nemmeno tanto) che può disporre di rilevanti risorse economiche in quanto entrato in possesso di una consistente parte di un tesoro, nascosto ad Amburgo,appartenuto al regime nazionalsocialista,con il quale ha avuto ripetuti contatti.

Il Kalanag Magical Musical Revue (citato anche come Sim Sala Bim,frase utilizzata dallo stesso prestigiatore come formula magica) porta l'Artista e la moglie,Gloria De Vos,vedette dello spettacolo,in tutto il mondo: Africa, Belgio, Brasile, Canada, Danimarca, Gran Bretagna, Italia (a Torino, nel 1959),Spagna, Stati Uniti, Svezia, Turchia. .

Leggendaria la levitazione della partner (=illusione nota anche come aga ) che si svolge in una coreografia enorme e bellissima: un tempio indiano. Davanti ad una esorbitante statua dorata si adagia Gloria De Vos che ad un certo punto inizia a salire, a salire,sempre più in alto finché non si ferma ad alcuni metri di altezza. In un secondo tempo ridiscende andando avanti, nel contempo, verso il pubblico tanto che quando si posa sulle braccia di Kalanag ha raggiunto quasi la ribalta.

Disorientamento nel pubblico è creato anche dalla sparizione istantanea in una fumata bianca di un'automobile: illusione realizzata in piena luce,meraviglia di tecnica e di ingegnosità.

Oltre all'indispensabile conoscenza dei principi sostanziali dell'Arte del Prestigio:l'essere pratico delle leggi del palcoscenico, saper scegliere costumi e decorazioni sceniche, sfruttare i colori e le luci sono alcuni dei suggerimenti, da porre in essere,che questo "padrone di mille miracoli" ci regala anche tramite le sue esibizioni.

Muore il 24 dicembre del 1963 a Waldsee.

Nel 2003, a cento anni dalla nascita,nella città natale di Backnang si inaugura il primo ed unico museo dedicato all'illusionista, in cui si possono esaminare oltre 500 testimonianze (costumi, fotografie, locandine, manifesti, oggettistica, eccetera) della sua vita artistica e privata.

Hanno scritto di lui: Silvan in Arte Magica (Rusconi , 1977); Alexander Adrion in L'Arte della Magia (Gabriele Mazzotta Editore, 1979); Werner Waldmann in Fare Magia (Gremese Editore, 1984); Massimo Polidoro in L'Illusionismo (Sugarco Edizioni, 1995); Raffaele De Ritis in Illusionismi (Stampa Alternativa, 2004)

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